Si potrà sul serio con la stampante 3D costruire case in 24 ore? Chi vince tra Italia e USA in questa tecnologia?

Qualche mese fa, uno dei primi esempi al mondo di stampanti 3D in grado di costruire intere abitazioni è stato visto all’opera in Italia, in occasione del Salone del Mobile di Milano. Un consorzio di imprese costituito da Italcementi, Arup e Cybe ha costruito in piazza Beccaria un edificio di 100 metri quadrati con zona giorno, zona notte, cucina, bagno. Tempo totale impiegato: una settimana. 

 

Un tempo record; sorpassato però dalla startup statunitense Icon, in grado di erigere una casa in sole 24 ore. Tutto merito della stampante 3D Vulcan, un colosso che misura 7 metri per 10, pesante una tonnellata e capace di stampare 10 centimetri di abitazione al secondo. Come nel caso italiano, anche Vulcan sfrutta una miscela di polveri cementizie; utilizzati assieme a plastificanti e altri materiali inerti. La miscela viene poi versata nella tramoggia posta in cima alla stampante, che viene diretta dal computer per costruire l’abitazione secondo le indicazioni.  

 

Chi vince quindi la gara tra Italia e Stati Uniti? La risposta non è così scontata. Prima di tutto, le abitazioni costruite dalla società con sede a Austin (Texas) sono di dimensioni inferiori rispetto a quelle italiane (per il momento non possono superare i 70 metri quadrati); inoltre, come spiegano da Italcementi, «nel caso di Icon, sono state stampate in 3D solo le mura esterne, mentre noi abbiamo prodotto così anche le partizioni interne. Il tetto, inoltre, è stato prefabbricato precedentemente e montato sopra le mura. Infine, la tecnologia di stampante è diversa; visto che nel loro caso non si tratta di un braccio robotico». Icon sarà anche più rapida, ma è Italcementi a poter vantare la creazione di una casa stampata integralmente in 3D. 

 

Nonostante le differenze, le due realtà condividono un progetto comune: utilizzare questa tecnologia nei casi di catastrofi naturali e per fornire una casa a tutti. L’obiettivo di Icon è infatti quello di stampare 100 abitazioni destinate alle famiglie in difficoltà di El Salvador nel corso del 2019. Una visione condivisa anche dal progettista del consorzio italiano Massimiliano Locatelli, che durante il Salone del Mobile aveva sottolineato come le stampanti 3D potrebbero avere un ruolo cruciale nel «risolvere emergenze abitative in caso di calamità naturali». 

 

Tratto da LA STAMPA TECNOLOGIA

 

http://www.lastampa.it/2018/07/15/tecnologia/con-la-stampante-d-le-case-sorgeranno-in-ore-2JKRBkirk9pNaZuUs2dE0K/pagina.html